Quadrelle – “Le ali” con il vento in poppa – Concerto di Fausto Leali

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Quadrelle-  Un forte e fastidioso, imponente vento ha contrassegnato la serata. Il noto cantante, Fausto Leali, ospite per il gran concerto della festa del paese dedicata a San Giovanni.  Il cantante contraddistinto  da una vocalità particolare  che gli ha fruttato l’appellativo di “negro bianco”. Si ricordano i suoi più importanti successi della sua lunga carriera:  “A chi” , “Deborah”, “Angeli negri” , “Io camminerò”, “Io amo” , “Mi manchi” e “Ti lascerò” ed altri. La serata ha avuto il notevole consenso del pubblico; l’unico inconveniente è stato un forte vento che ha messo a dura prova il cantante ospite e tutti i musicisti al seguito. Tra il pubblico, anche se un poco più riparato, un poco esagerando,  qualcuno, per l’occasione, già ha fatto ricorso a giacche e sciarpe. Nonostante questo piccolo o serio problema che  prefigurava un clima autunnale,  Fasto Leali ha comunque portato a termine il suo spettacolo con consenso di pubblico e della buona, ottima musica proposta per una bella serata. Quasi nell’epilogo dello spettacolo la proposizione del suo  primo vero successo dal titolo “A chi”, versione italiana della canzone statunitense “Hurt”, tradotta da Mogol. È  da ricordare che leali con questa canzone, si classificò in prima posizione alla Mostra internazionale di musica leggera di Venezia;  era il  1967.  Del suo elenco, da proporre al pubblico, anche una canzone napoletana, “Malafemmena”, scritta da Antonio De Curtis noto come Totò. Ne incise una versione che è stata la sigla di una serie tv dedicata proprio alla memoria di Antonio De Curtis. È da ricordare inoltre che Fausto Leali ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1989, vincendo con la canzone  dal titolo “Ti lascerò” cantata  con la collaborazione di  Anna Oxa. La nostra intervista: cominciando a parlare di lei, 50 anni di carriera; non si sa davvero da dove iniziare;  il clima di festa che ha trovato qui? È il mio lavoro; ogni sera è, per me, la stessa cosa; devo dire che la Campania è una  zona molto fertile alla quale io sono legato. Ho fatto canzoni anche in napoletano! A proposito addentriamoci subito al clima canoro. La canzone Malafemmena. Come ricorda quel periodo di questa grande proposizione? È stata una cosa semplice. La Rai mi ha chiamato, voleva che facessi io la versione di Malafemmena come una sigla dei filmati di Totò. Io ho detto di si; Totò mi piace un casino! Dal punto di vista tecnico la sua musica appartiene al genere Soul; in inglese musica dell’anima. Come definirla? Io vengo dalle prime cose che sentivo in radio negli anni 50. Poi man mano che sono andato avanti sono entrato in quel mondo lì e me lo sono tenuto. Poi anche se canti una canzone napoletana possiedi quella scuola lì e puoi fare in modo che quella canzone napoletana venga proposta in maniera diversa. Un tempo aveva un soprannome che era “ Negro bianco” . Ci dica qualcosa su questa curiosità?  Io  cantavo solo canzoni di Ray Charles e  di james Brown; avevo 18, 19 anni, la gente mi veniva a sentire a Milano e diceva tra di loro: “ vai giù a vedere quel ragazzino che canta come un negro”; e da lì è nata la storia!

A.R.

 

 

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