Il governo giura e si mostra in maniera plastica, nelle foto di rito, il metodo Cencelli con il quale è stato formato l’esecutivo. Un nuovo passo verso la chiusura formale della crisi, che passerà poi dalla cerimonia della campanella, ultimo atto pubblico dell’ex premier Giuseppe Conte, messo da parte sotto la spinta strumentale di Matteo Renzi in nome del ‘tutti dentro’ in vista dell’arrivo delle risorse Ue

Governo, Conte passa la campanella a Draghi. Fatto fuori da una manovra di palazzo, esce tra gli applausi dei dipendenti di Chigi

Governo, Conte passa la campanella a Draghi. Fatto fuori da una manovra di palazzo, esce tra gli applausi dei dipendenti di Chigi
Il premier che ha ottenuto i 209 miliardi della Ue sostituito da chi vuole garanzie per gestirli. Attraverso un’operazione politica guidata da Renzi e appoggiata dai maggiori gruppi economici ed editoriali del Paese. Una manovra che già nel maggio scorso il vicesegretario del Pd Orlando (oggi ministro del Lavoro) aveva pronosticato: “Nelle prossime settimane vivremo una serie di attacchi al governo finalizzati alla sua caduta, ispirati anche da centri economici e dell’informazione”

Sui social circola una battuta. Anzi non è una battuta: è una classifica. Mette in fila la lista dei presidenti del consiglio per durata del mandato. La top ten si chiude con Matteo Renzi, che a Palazzo Chigi è rimasto per 1024 giorni. Subito dietro, a trentasei giorni di distanza, c’è Giuseppe Conte. Eccola la battuta, non troppo ironica: è per questo che il leader di Italia viva ha fatto cadere il governo? È per questo che l’ex segretario del Pd ha provocato la crisi politica dal quale è nato l’esecutivo di Mario Draghi? Per tenere a distanza dal suo decimo posto l’inseguitore, distante poco più di un mese? Il diretto interessato, chiaramente, smentisce. Negli ultimi giorni, però, ha cominciato ad ammettere – quasi a rivendicare – di avere buttato giù la maggioranza che sosteneva Conte con l’unico obiettivo di sfrattare l’inquilino di Palazzo Chigi. Ma lo ha fatto, sostiene, solo perché voleva un governo guidato dall’ex presidente della Bce. “Tutti sapevano che Draghi era migliore di Conte, ma nessuno ha avuto il coraggio di lavorare in questa direzione”, si è vantato in una serie di interviste rilasciate alla stampa internazionale. “Questa era la mia strategia. Ho fatto tutto da solo, con il 3 per cento“, è arrivato a dire. Ammettendo dunque che tutte le richieste avanzate a Conte negli ultimi mesi – dal Mes al Recovery – erano assolutamente strumentali alla caduta dell’esecutivo.

 

 

14 Febbraio 2021